da Virginia Cecchin | Mag 21, 2026 | crescita personale
Ti capita di sentirti insicuro, di mettere in discussione costantemente le tue capacità o di pensare che non vali abbastanza? O ancora, spesso rimandi ciò che dovresti fare perchè pensi di non esserne in grado? Se la risposta a queste domande è sì, voglio dirti prima di tutto che non sei solo: sono molte le persone che ogni giorno cercano di capire come migliorare l’autostima per poter affrontare la vita quotidiana con più sicurezza e serenità.
Sperimentare in alcune circostanze una sensazione di preoccupazione rispetto alla propria capacità di riuscita, il non sentirsi adeguati alla situazione è normale, anzi spesso diventa utile per la crescita, il miglioramento e l‘incremento delle proprie competenze.
Uno scenario diverso si presenta nel momento in cui il valore che si attribuisce a se stessi è in via preponderante negativo tanto da interferire sia con l’immagine globale di sé sia con la qualità della propria vita e delle proprie relazioni.
Una condizione questa che può generare difficoltà e fatiche ad esempio nel fare scelte e nell’agire. Come migliorare l’autostima diventa dunque un interrogativo su cui lavorare per il proprio benessere generale.
COME MIGLIORARE L’AUTOSTIMA: COSA È?
Prima di capire come migliorare l’autostima partiamo da dire che l’autostima non è una “cosa”, un’“entità”, un qualcosa che c’è o non c’è dentro ciascuno di noi. Ti starai chiedendo, e quindi cos’è l’autostima? Possiamo dire che l’autostima è l’esito dinamico di un processo
Parlare di autostima significa parlare di come la persona costruisce nel tempo il proprio modo di percepirsi e pensare a se stessa. Questo, tramite le esperienze di vita, le relazioni costruite, i successi e i fallimenti, ma soprattutto attraverso il dialogo interno con cui si attribuisce significato a quanto accade. Non sono quindi gli eventi in sé a determinare l’autostima, ma il significato che viene loro attribuito.
Di conseguenza come migliorare l’autostima non risulta una questione meramente riconducibile all’aggiungere qualcosa ma si associa allo sguardo che si adotta per guardare a sè e agli altri.
Partendo da questa prospettiva, l’autostima risulta in continua evoluzione. In un costante processo di evoluzione e modifica, è il prodotto di un’interazione continua tra gli eventi del mondo fuori e ciò che invece accade nel mondo interno di ciascuno.
Detto questo, è possibile allora lavorare su come migliorare l’autostima , in quanto essa non risulta qualcosa da aggiustare ma un processo modificabile e implementabile. Cambiando il modo di vedere le situazioni, gli errori e se stessi in generale cambierà anche l’esito di questo processo.
Ti starai ora chiedendo, come posso farlo? Andiamo a vederlo di seguito.
COME MIGLIORARE L’AUTOSTIMA: QUALI STRATEGIE?
Ecco di seguito alcune strategie concrete, sottolineo che non sono dotate di efficacia intrinseca ma vanno applicate all’interno di un più ampio lavoro su di sè.
Come migliorare l’autostima: Il cambiamento del “dialogo interno”
Ciascuno di noi ha un dialogo interiore che risulta essenziale per l’analisi e la lettura di ciò che ci accade. Ciò che fa la differenza sul come migliorare l’autostima è il come si sviluppa questo dialogo.
Ad esempio pensando al tuo dialogo interno potrebbero venirti in mente i pensieri che emergono per la maggiore, del tipo “non sono in grado di affrontare questa situazione”, “gli altri sono migliori”, “sarà l’ennesimo fallimento” i discorsi interni che ti vengono in mente in questo momento. Prova durante la giornata a sostituire questi pensieri con nuovi discorsi. Sperimenta frasi come“oggi non sono riuscito ma posso provare ancora”, “è normale fare errori, mi sto allenando per imparare”. All’inizio potrà sembrare forzato ma gradualmente vedrai un’evoluzione.
Come migliorare l’autostima: “Identifica le eccezioni al problema”
Siamo molto più abituati a pensare e a enfatizzare gli insuccessi e le situazioni di non riuscita, ignorando invece i successi e ciò che ci riesce. Questo meccanismo può impattare notevolmente sulla percezione che hai di te e anzi rischia di rafforzare e confermare un’immagine negativa a discapito di punti di forza e risorse che possono restare in ombra.
Come migliorare l’autostima diventa in questo senso una questione di “cambio di sguardo”. Parti anche in questo caso dal quotidiano con un semplice esercizio: identifica ogni giorno almeno una cosa positiva che hai fatto, per esempio “ho gestito con calma un momento stressante”, “ho detto quello che pensavo a X”, “non ho espresso un giudizio nei miei confronti” ecc. L’obiettivo non è convincerti che va tutto bene ma gradualmente allenarti a osservare anche ciò che funziona e che va bene.
Come migliorare l’autostima: “sfida dopo sfida”
Costruisci un elenco di “sfide” che vorresti affrontare, mettile in ordine da quella che ritieni più facile alla più complessa e inizia a sperimentarti (a questo proposito leggi anche l’articolo nel blog Come raggiungere i propri obiettivi).
Attraverso prove graduali potrai rafforzare la fiducia in te e nelle tue potenzialità, senza stravolgere la tua vita o fare cambiamenti radicali ma compiendo un passo alla volta, infatti, come migliorare l’autostima non è una questione di cambiamenti radicali e repentini. Ogni esperienza affrontata, anche con la fatica e la titubanza del caso, può contribuire a costruire una nuova consapevolezza di te.
Come migliorare l’autostima: “da errore a occasione”
Se ci pensi potrebbe esserti capitato di rinunciare a fare qualcosa per la paura di non riuscire. Evitiamo una situazione pensando possa essere una soluzione ma questo alimenta ulteriormente l’idea di non farcela e la scarsa fiducia nelle tue capacità. Ricorda però che commettere uno sbaglio non significa essere incapaci. Piuttosto anche le esperienze che non vanno come vorresti possono diventare occasione di crescita.
Per questo ogni volta che commetti un errore prova a modificare il tuo pensiero e osservarti con uno sguardo meno critico; se nell’immediato pensi “sono incapace”, “non valgo come gli altri” prova invece a porti domande nuove come “cosa non ha funzionato in ciò che ho fatto?”, “come potrei gestire diversamente la situazione la prossima volta?”. Questo non significa negare lo sbaglio ma utilizzarlo come opportunità di cambiamento piuttosto che come freno all’azione.
Come migliorare l’autostima: qualche conclusione
Va sottolineato che le strategie proposte non sono di per sè risolutive ma vanno inserite dentro un percorso graduale di scoperta e revisione di sè. A volte può bastare mettere in campo qualche modifica nel modo di gestire il quotidiano e di affrontare le situazioni. Altre volte si fa invece necessario un percorso più strutturato in cui il confronto con un professionista può diventare fondamentale.
Se pensi che un percorso personalizzato possa fare al caso tuo contattami e costruiremo un cammino adatto alle tue esigenze
da Virginia Cecchin | Ott 24, 2025 | crescita personale
“Non ho mai tempo per fare nulla”, ”è finita la giornata e ho fatto metà di quel che dovevo fare”, “da domani faccio una lista così mi organizzo meglio il tempo”. Quante volte nell’arco della giornata ti capita di pensare e rimuginare su come gestire il tempo in modo migliore? Quanto spesso ti impegni nel fare chek-list, file excel, note sul cellulare ecc. che puntualmente restano in sospeso o finiscono dimenticati? Con questo non voglio dirti che i tuoi tentativi siano sprecati, anzi! Ragionare su come gestire il tempo è un vero e proprio investimento che può apportare benefici nella propria vita in generale. Tuttavia, scusa il gioco di parole, fare congetture, ipotesi, progetti su come gestire il tempo, a volte fa perdere solo tempo invece che guadagnarlo!
Considerando che a prescindere le nostre giornate sono composte da 24 h e su questo non abbiamo potere, andremo ora a ragionare su cosa invece puoi fare per ottimizzare il tuo tempo e esercitare un ruolo più attivo nell’arco della tua giornata.
PRIMA DI RIFLETTERE SU COME GESTIRE IL TEMPO…COSA SIGNIFICA DAVVERO GESTIRLO?
Quando ragioniamo su come gestire il tempo dobbiamo partire da una premessa: il tempo non si può gestire. Il tempo trascorre e noi non possiamo farci nulla, come dicevo sopra la giornata si compone di 24 h e questo resterà invariato anche dopo la lettura di questo articolo. Però, come essere umano hai un grande potere: puoi gestire te stesso nel tempo. Se da un lato infatti non si può controllare il tempo è possibile gestire il modo in cui ci si colloca dentro al tempo stesso, il significato che gli si attribuisce e come si organizzano le varie attività.
Rievoca quelle situazioni in cui hai pensato “sono stato così bene nel fare questa cosa che il tempo è volato”, o “ho fatto tutto ciò che avevo organizzato e la giornata è trascorsa senza accorgermene” o viceversa alle volte invece in cui hai detto “questa giornata non finisce più”, o ancora “o mio dio sono solo le 11”. Eppure una giornata trascorre sempre allo stesso modo, 24 ore, 1.440 minuti, 86.400 secondi. Ciò che fa la differenza, riprendendo quanto scritto sopra, è la percezione che noi abbiamo del tempo che sta passando.
Cosa influenza questa percezione? Possiamo identificare due macro processi:
come ci sentiamo mentre svolgiamo una certa attività nel tempo
come organizziamo il modo di stare nel tempo
Approfondiamo questi processi nel prossimo paragrafo.
COME GESTIRE IL TEMPO: ALCUNE STRATEGIE
A questo punto la tua domanda sarà “come gestire il tempo al meglio? Con quali strategie?”
Premetto che quel che leggerai non andrà a svoltare la tua vita in modo magico ma serviranno attivazione, costanza e anche un tocco personale (le strategie che descriverò sono solo alcuni esempi, da personalizzare e declinare!)
DEFINISCI LA TUA PRIORITà NELLA GIORNATA
Ogni giorno quando ti alzi fatti questa domanda: “quale è quella cosa che se riesco a fare/gestire oggi mi farà sentire soddisfatto questa sera quando andrò a letto?”.
Ti capita di alzarti e nel ragionare su come gestire il tempo ti trovi a fare l’elenco di mille buoni propositi per la giornata? Magari parti con buone intenzioni per poi accorgerti che “hai volato troppo alto”, che ti sei posto obiettivi non perseguibili (su come raggiungere i propri obiettivi ne parlo in questo articolo). Identifica invece una sola cosa, un solo “faro” che guidi la tua giornata ma che ti faccia sperimentare un senso di successo a fine giornata!
Dal finire quel capito ostico della tesi al chiamare quel cliente di lavoro con cui c’è in ballo un progetto importante, ciascuno di noi ha qualcosa che più di altro sente di dover gestire in modo prioritario. Una volta che avrai individuato la tua “azione-faro” sarà più facile organizzare il tempo e cambierà anche il modo in cui lo percepirai…da qualcosa che si teme, che si perde, a qualcosa che invece si governa e si può ottimizzare!
INDIVIDUA LA COSA Più VELOCE DA FARE NELLA GIORNATA
Spesso la sensazione di aver perso tempo si genera dall’accumulo di piccole cose da fare. Queste, sommate tra loro, diventano a un certo punto una montagna insormontabile. Rifletti su tutte le volte che dici “questa cosa impiego un attimo a gestirla, la farò dopo”. Inviare una mail, rispondere ad un messaggio, prendere un appuntamento. Sembrano tutte piccolezze se prese singolarmente. Tuttavia, se non vengono gestite rischiano di contribuire a quella sensazione di passività e impotenza di fronte al tempo che scorre. Quindi, ogni giorno individua la cosa da fare per te più veloce e semplice e falla subito.
SCEGLI UNA COSA DA FARE E CONCENTRATI SU QUELLA
Nei due punti sopra abbiamo parlato di definire l’azione prioritaria e l’azione più rapida da gestire in una giornata. Una volta che hai identificato cosa fare ricordati di restare su quanto definito, non strafare. Potrà capitare che in alcune giornate tu riesca a gestire ciò che ti sei prefissato in tempi più rapidi di quel che pensavi. Questo potrebbe portarti ad alzare l’asticella, ad aumentare il numero di cose da fare o la loro complessità. Il rischio è che questo effetto duri poco e che porti nuovamente a un senso di sopraffazione.
COSTRUISCI LA LISTA…DELLE COSE DA NON FARE
In apertura ho detto che in genere, quando si parla di come gestire il tempo, le liste si rivelano poco utili e strategiche. Vero, ma c’è un ma…di solito si pensa alla lista come a quell’elenco (che diventa infinito) in cui inserire tutte le cose che si dovrebbero fare e che invece si continua a posticipare, rimandare. Immagina invece a una lista “fatta al contrario”, una lista che contiene tutte quelle cose da non fare, tutte quelle azioni che durante la giornata senza accorgertene ti fanno spostare il focus su cose superflue, secondarie, non prioritarie.
Giocare online, scrollare sui social, conversare su whatsapp ecc. possono essere alcune delle attività che quasi svolgi in automatico ma che in qualche modo minano la tua produttività. Certamente un po’ di sana distrazione ci vuole, ma se dai uno sguardo all’utilizzo giornaliero delle varie app che hai sul telefono potresti rimanere sbalordito e rivedere la tua convinzione che hai sempre poco tempo a disposizione. Identifica allora un paio di azioni “perditempo” e prova anche solo a eliminarne una al giorno, con cosa potresti riempire quel tempo? A te le valutazioni!
CHIEDI UNA CONSULENZA
In alcuni momenti della vita, pensiamo ad esempio a periodi particolarmente complessi come fasi di cambiamento (laurea, cambio di lavoro, trasferimento, nascita di un figlio…), mettere in atto queste strategie può essere più difficile perché le variabili in gioco sono tante e ci si può sentire soli e spaesati. In questo caso un percorso personalizzato può fare al caso tuo. Contattami per un confronto mirato sulle tue esigenze.
da Virginia Cecchin | Ago 14, 2025 | crescita personale
Cercare di raggiungere i propri obiettivi o lasciarsi trasportare dagli eventi?
Assumersi la responsabilità delle proprie scelte e della forma e del colore che si vuole dare al proprio percorso di vita o rifugiarsi dietro all’idea di un destino predeterminato a cui non possiamo sfuggire?
Se mentre leggi queste domane ti ritrovi nell’idea che nulla dipenda da te allora ferma qui la tua lettura. Se invece credi che il tuo futuro e che ciò che potrai o meno ottenere dalla vita dipendano dal tuo ruolo e da come deciderai di agire, allora prosegui, questo articolo è per te.
Raggiungere i propri obiettivi: perché avere degli obiettivi è importante?
Immagina la scena: Sali in macchina, allacci le cinture, ti dirigi verso il benzinaio e ti chiedi “quanta benzina faccio?”…Cosa non torna in questo ragionamento? Cosa manca nel processo di valutazione? Generalmente come arrivi a decidere se fare 20 euro o un pieno? La risposta sembrerà scontata, “decido in base a quale è la mia meta, in base a dove voglio arrivare”. Senza una meta da raggiungere fermarsi al distributore perderebbe di senso.
Allo stesso modo, avere degli obiettivi serve a questo, a dare senso alle nostre azioni, alla nostra quotidianità e in modo più ampio alla nostra vita. Muoversi per obiettivi significa esercitare un ruolo attivo e consapevole, significa non farsi travolgere dagli eventi ma scegliere dove andare e come arrivarci. Avere degli scopi e agire per raggiungere i propri obiettivi è quindi importante perché consente di dare valore a desideri, ambizioni, inclinazioni. Permette inoltre di raggiungere un certo livello di realizzazione di sé che incide fortemente sul più generale stato di benessere di ciascuno.
Raggiungere i propri obiettivi: come definirli?
Meglio riuscirai a definire il tuo obiettivo più facile sarà ottenere il risultato che desideri. Andiamo a vediamo quindi come deve essere:
Specifico
Per raggiungere i propri obiettivi è utile che essi siano formulati in modo chiaro e preciso. Devono consentirti di avere chiaro cosa serve fare per raggiungerli e di capire quando e come sarai arrivato al traguardo. Obiettivi troppo generici e vaghi potrebbero metterti in difficoltà, rallentarti o addirittura farti desistere. Per esempio, l’obiettivo ”stare meglio con se stessi” è eccessivamente generico. Cosa vuol dire per te? Come farai a capire quando l’avrai raggiunto?. Il rischio è che con un obiettivo così ampio ad un certo punto ti stancherai e finirai con il pensare che è impossibile raggiungerlo. Diverso è dirsi “questo mese voglio perdere un kg e praticare attività sportiva 2 volta a settimana”. Un obiettivo di questo tipo ti consente di avere uno scopo preciso e circoscritto e di sapere esattamente cosa serve fare.
Perseguibile
In questo momento potresti sentire una motivazione così forte al cambiamento da pensare che qualsiasi obiettivo e desiderio sia raggiungibile. Potresti sentire la volontà di fare tutto, in poco tempo, investendo al massimo. Questo ovviamente è bellissimo e non sono qui per smorzare il tuo entusiasmo; per raggiungere i propri obiettivi ci vuole sicuramente una buona dose di energia e determinazione! Considera però che è fondamentale tenere conto in modo più ampio di come è organizzata la tua vita: stile di vita, impegni, obblighi (senza dimenticarsi il tempo per hobby e passioni…e anche il tempo per non fare nulla e basta). Porti un obiettivo molto grande e complesso per quanto sfidante potrebbe portarti a mollare la presa quando si presenteranno i primi scogli. Pensa invece a un obiettivo micro ma che sia raggiungibile. Ad esempio “andare a correre tutte le mattine prima del lavoro e tutte le sere in palestra” potrebbe risultare difficile da perseguire. Pensa a una revisione che sia più sostenibile nel lungo termine, considerando la tua persona e senza rinunciare a che già fa parte della tua quotidianità.
Rilevante
Scegli un obiettivo che sia significativo per te. Raggiungere i propri obiettivi è più semplice se la meta che ti poni è coerente con chi sei, con la tua storia, con le tue passioni e con i tuoi valori. Poniti delle domande: “cosa significa per me raggiungere un obiettivo?”, “cosa mi farebbe sentire realizzato?”. Le risposte che ti darai ti aiuteranno a costruire un obiettivo calato su di te.
Misurabile/Valutabile
Stabilisci delle tempistiche e degli step di verifica. Monitorare e verificare il percorso intrapreso per raggiungere i propri obiettivi è fondamentale per rilevare progressi, errori e per potersi migliorare e aggiustare il tiro. Identifica quindi dei momenti di briefing tra te e te per riflettere su come sta andando: “a che punto sono?”, “come mi sto sentendo?”, “cosa potrei migliorare?”, “ci sono degli ostacoli che non avevo considerato e come posso gestirli?”.
Raggiungere i propri obiettivi: una volta che li ho definiti, cosa faccio per raggiungerli
Abbiamo visto fino a qui come raggiungere i propri obiettivi richieda un’assunzione di responsabilità. Già nella fase di definizione dell’obiettivo esercitare un ruolo attivo e consapevole è fondamentale poiché consente di tracciare una rotta chiara e non più casuale. Questo ruolo va mantenuto anche nelle fasi successive. Definisci quindi un piano di azione che ti consenta di avere chiaro in mente cosa serve che tu faccia per raggiungere la meta prefissata. Definire le cose da fare e anche i tempi in cui farle ti permetterà di non disperderti strada facendo.
Quante volte ti è capitato di partire con un’idea generica e molto astratta e poi arrenderti poco dopo perché l’impresa sembrava troppo ardua? Pensa a tutte le volte che ti sei detto “da domani mi metto in riga con l’alimentazione” o “da lunedì studierò di più” e poi hai rimandato. Questo accade non perché tu non abbia le carte in regola. Succede perché questi buoni propositi non sono associati ad un programma concreto di attuazione, restano astratti e intangibili. Se per esempio il tuo obiettivo è perdere un kg in un mese o superare 2 esami nella prossima sessione, prova a identificare 4 azioni concrete e specifiche che devi attuare per dire di avercela fatta.
Raggiungere i propri obiettivi: e se non ci riesco?
Non raggiungere i propri obiettivi è un’esperienza che può generare vissuti contrastanti: frustrazione, smarrimento, delusione. Tuttavia, anche una situazione come questa può essere utilizzata come occasione di crescita e sviluppo.
Analizza l’obiettivo prefissato
Forse il tuo obiettivo è troppo generico o non realistico? Nel formularlo hai tenuto conto delle risorse a disposizione e della conciliabilità con il resto della tua vita? Prova a ripensare l’obiettivo considerando i criteri elencati in precedenza. Se necessario dividi l’obiettivo in piccoli obiettivi.
Ripercorri il percorso fatto
Pensa alle azioni che hai messo in campo. Erano coerenti tra loro e con l’obiettivo? Hai investito risorse e tempi adeguati? Se ti accorgi di qualche errore trova nuove strategie. E non dimenticarti di analizzare anche ciò che hai imparato durante il percorso. Infatti, spesso tendiamo a vedere gli errori come fonte di problemi e perdita di tempo. Pensa invece che ogni difficoltà può essere trasformata in opportunità se indossiamo le giusti lenti per osservare ciò che è accaduto.
Valuta la coerenza tra l’obiettivo e il tuo essere
Abbiamo detto dell’importanza di identificare obiettivi che siano rilevanti per te, che rispecchino tuoi valori, credenze e stili di vita. Se stai sperimentando difficoltà ragiona sull’eventuale contrasto tra ciò che vuoi raggiungere e ciò che senti di essere. Questo non vuole dire che si debba rinunciare a raggiungere i propri obiettivi ma che serve sempre tenere in considerazione il proprio benessere. Quindi, se vedi che il modo in cui hai posto l’obiettivo e ciò che devi fare per raggiungerlo non ti fa stare bene, ascoltati e pensa a cosa serve modificare.
Chiedi un aiuto
Il percorso da intraprendere per raggiungere i propri obiettivi non è semplice e lineare. È un viaggio che piò portare grandi soddisfazioni ma anche frustrazione e preoccupazioni. Tutto questo è legittimo e comprensibile. Ricorda che stai scalando una montagna, mettendoti in discussione e cercando di superare limiti e paure. Per questo un sostegno mirato potrà aiutarti a gestire le diverse tappe verso il tuo obiettivo nonché a leggere e a dare nuovo significato ai tuoi vissuti.
Contattami se ritieni possa essere questa la soluzione migliore per te